15.10.2011
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La coscienza a posto (Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti)

Google Doodle Italo Calvino

Oggi,15 Ottobre 2011, Google dedica il suo Doodle a Italo Calvino. Uno dei nostri. Il migliore. E anche se amo il Calvino narratore, forse oggi vale la pena di rileggere questo suo articolo, pubblicato su Repubblica il 15 marzo 1980

C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non si è più capaci di concepire la vita in altro modo) e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti. Ossia, chi poteva dar soldi in cambio di favori in genere già aveva fatto questi soldi mediante favori ottenuti in precedenza; per cui ne risultava un sistema economico in qualche modo circolare e non privo d’una sua armonia.

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12.05.2011
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Praticamente Innocuo

La storia della Galassia si è un po’ ingarbugliata per diverse ragioni: in parte perché chi cerca di tenersene al corrente si è un po’ ingarbugliato, e in parte perché, obiettivamente, sono successe cose che rendono tutto molto ingarbugliato. Uno dei problemi riguarda la velocità della luce e le difficoltà che comporta il tentare di superarla. Non la si può superare. Niente viaggia più in fretta della velocità della luce, con la possibile eccezione delle cattive notizie, che seguono proprie leggi specifiche.

Di fatto, gli Hingefreel di Arkintoofle Minor cercarono di costruire astronavi propulse da cattive notizie, ma non funzionavano molto bene ed erano accolte così male quando arrivavano da qualche parte, che arrivare da qualche parte finiva per non avere alcun senso.

— Douglas Adams, Praticamente Innocuo

29.11.2010
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I giusti

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.

Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

— Jorge Louis Borges, I Giusti (da La Cifra)

16.11.2010
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Inferni

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

— Italo Calvino, Le città invisibili

27.10.2010
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Vuoti labirinti

Se questo mondo fosse un piano infinito e navigando a oriente noi potessimo sempre raggiungere nuove distanze e scoprire cose più dolci e nuove di tutte le Cicladi o le Isole del Re Salomone, allora il viaggio conterrebbe una promessa.

Ma, nell’inseguire quei lontani misteri di cui sogniamo, o nella caccia tormentosa di quel fantasma demoniaco che prima o poi nuota dinanzi a tutti i cuori umani, nella caccia di tali cose intorno a questo globo, esse o ci conducono in vuoti labirinti o ci lasciano sommersi a metà strada.

— Hermann Melville, Moby Dick

04.10.2010
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Il ponte

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
— Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? — chiede Kublai Kan.
— Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, — risponde Marco, — ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo.
Poi soggiunge: — Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che mi importa.
Polo risponde: — Senza pietre non c’è arco.

— Italo Calvino, Le Città Invisibili

25.09.2010
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Mondi segreti

I stood in this unsheltered place
‘Til I could see the face behind the face
All that had gone before had left no trace

Down by the railway siding
In our secret world, we were colliding
All the places we were hiding love
What was it we were thinking of?

So I watch you wash your hair
Underwater, unaware
And the plane flies through the air
Did you think you didn’t have to choose it
That I alone could win or lose it
In all the places we were hiding love
What was it we were thinking of?

In this house of make believe
Divided in two, like Adam and Eve
You put out and I recieve

Down by the railway siding
In our secret world, we were colliding
In all the places we were hiding love
What was it we were thinking of?

Oh the wheel is turning spinning round and round
And the house is crubling but the stairways stand

With no guilt and no shame, no sorrow or blame
Whatever it is, we are all the same

Making it up in our secret world [x3]
Shaking it up
Breaking it up
Making it up in our secret world

Seeing things that were not there
On a wing on a prayer
In this state of disrepair

Down by the railway siding
In our secret world, we were colliding
In all the places we were hiding love
What was it we were thinking of?

Shh, listen…

— Peter Gabriel, Secret World

18.09.2010
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E poi dove andrò?

La Via prosegue senza fine
Lungi dall’uscio dal quale parte
Ora la Via è fuggita avanti
Devo inseguirla ad ogni costo
Rincorrendola con piedi alati
Fino all’incrocio con una più larga
Dove si uniscono piste e sentieri
E poi dove andrò? nessuno lo sa.

— J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli

The Road goes ever on and on
Down from the door where it began.
Now far ahead the Road has gone,
And I must follow, if I can,
Pursuing it with eager feet,
Until it joins some larger way
Where many paths and errands meet.
And whither then? I cannot say.

— J.R.R. Tolkien, The Lords of the Ring

16.09.2010
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Due porte

Da me ci sono due porte, una per entrare e una per uscire. Rigorosamente divise. Dalla porta d’ingresso non si può uscire, e da quella di uscita non si può entrare. Tutti seguono questa regola. Possono variare le modalità, ma tutti finiscono per andare via. C’è chi è andato via per sperimentare nuove possibilità, chi per risparmiare tempo. Qualcuno è morto.

foto originale http://www.flickr.com/photos/piersidephotographicarts/1252681423/

Fatto sta che non è rimasto nessuno. Tranne me, unico superstite. La loro assenza è sempre con me. Le loro parole, i loro respiri, i motivi canticchiati a bassa voce, aleggiano come polvere negli angoli di casa mia.

— Murakami Haruki, Dance Dance Dance

15.09.2010
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Come un orso in primavera

"Ehi..ehi…mi senti? Di’ qualcosa" disse Midori, la testa ancora sepolta nel mio petto.
“Che cosa?”
“Quello che vuoi, purché sia qualcosa che mi faccia sentire meglio”
“Sei molto carina”
“Midori” suggerì lei “Mettici anche il nome”
“Sei molto carina, Midori” corressi.
“Molto quanto?”
“Tanto da far crollare le montagne e prosciugare i mari”.
Lei sollevò la testa e mi guardò “Sai che le espressioni che usi tu sono assolutamente uniche?” disse.
“Solo tu mi capisci davvero” dissi ridendo.
“Dimmi qualcosa di ancora più carino”
“Mi piaci tanto, Midori”
“Tanto quanto?”
“Tanto quanto un orso in primavera”

"Un orso in primavera?" chiese lei, sollevando di nuovo la testa "come sarebbe un orso in primavera?"
“Un orso in primavera…allora, tu stai passeggiando da sola per i campi quando ad un tratto vedi arrivare nella tua direzione un orso adorabile dalla pelliccia vellutata e dagli occhi simpatici, che ti fa “senta signorina, non le andrebbe di rotolarsi un po’ con me sull’erba?”. Tu e l’orsetto vi abbracciate e giocate a rotolare giù lungo il pendio tutto ricoperto di trifogli per ore e ore. Carino, no?”
“Carinissimo”
“Ecco, tu mi piaci tanto così”
Midori si strinse più forte al mio petto.

— Murakami Haruki, Norwegian Wood

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